Riflessioni e documento sulle vaccinazioni pediatriche a cura di mamma Daniela / OTTAVA PARTE

OTTAVA PARTE

Ben Goldacre, La cattiva scienza, 2013, Bruno Mondadori, pagg. 237 e segg.

Scrive mamma Daniela:
Salvo Di Grazia per “Salute e bugie” si è ispirato a questo libro di Goldacre, ma non si tratta di un plagio: Di Grazia cita “La cattiva scienza” e invita i suoi lettori a leggerlo; cosa che ho puntualmente fatto, e ne valeva davvero la pena.

Goldacre descrive in modo molto dettagliato la vicenda vaccino-autismo; ne citerò solo alcuni brani, visto che ho già trascritto la parte relativa alla questione dal libro di Di Grazia (che è piú recente). In realtà, questo libro andrebbe letto tutto per la quantità enorme di informazioni che fornisce che sono utili, nella nostra vita quotidiana, per distinguere le notizie scientifiche serie (pochissime nei media) dalle bufale (all’ordine del giorno). Chi ha voglia e pazienza non si pentirà di aver letto questo libro.

La bufala mediatica del vaccino trivalente
Lo scandalo dei tamponi con lo stafilococco aureo fu una bufala semplice, circoscritta e collettiva. Quello del vaccino trivalente è qualcosa di molto piú grande: è il prototipo dell’allarmismo sanitario, in base al quale si devono giudicare e comprendere tutti gli altri. Contiene ogni ingrediente, ogni frottola, ogni trucco e ogni sfaccettatura della cattiva fede e dell’isteria, sistemica e individuale.
[…]
Gli allarmismi sul vaccino nel giusto contesto
Prima di cominciare, vale la pena dare un’occhiata agli allarmismi sui vaccini in tutto il mondo, perché rimango sempre sorpreso da quanto siano circoscritti questi fenomeni e da come fatichino ad attecchire in terreni diversi. L’allarmismo sul vaccino trivalente e sull’autismo, per esempio, è quasi inesistente al di fuori dei confini britannici, sia in Europa sia in America. Per tutti gli anni novanta, tuttavia, la Francia fu nella morsa dell’allarmismo secondo cui il vaccino contro l’epatite B causava la sclerosi multipla (non mi stupirei di essere il primo a comunicarlo al lettore).
Negli Stati Uniti il maggiore allarmismo intorno a un vaccino ha riguardato l’uso del conservante thiomersal, anche se per qualche motivo il fenomeno non si è esteso alla Gran Bretagna, benché lo stesso conservante venisse usato anche qui. Infine, negli anni settanta – poiché il passato è anch’esso un paese diverso -, nel Regno Unito si diffuse il timore, generato ancora una volta da un unico medico, che il vaccino contro la pertosse provocasse danni neurologici.
Andiamo ancora piú indietro nel tempo: negli anni trenta, a Leicester, ci fu un’energica opposizione al vaccino antivaioloso nonostante i suoi benefici dimostrabili, e in realtà è qui che l’avversione per le vaccinazioni affonda le sue radici: quando James Jurin studiò la vaccinazione antivaiolosa (scoprendo che era associata con un tasso di mortalità piú basso rispetto alla malattia naturale), le sue cifre e le sue idee statistiche moderne furono trattate con enorme sospetto. Anzi, la vaccinazione antivaiolosa continuò a essere illegale in Francia fino al 1769.

(Continua…)

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